n. 2 - Nuova Serie/ 2011 SETTEMBRE - OTTOBRE ISCRIZIONE NEWSLETTER

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Periodico telematico di Toscana Promozione
Reg. Trib. Firenze n.5459 - 15/12/2005 - Dir. Nicola Maggi

Internazionalizzazione: รจ tempo di cambiare passo

L’ultimo rapporto Censis sulla situazione sociale della Toscana (giugno 2011) mette in evidenza alcuni dati molto interessanti per chi, come la nostra Agenzia, opera nel campo dell’internazionalizzazione. Da anni si parla della Toscana come di una regione dalla forte vocazione all’export. Il rapporto, però, mette in evidenza come solo il 53% delle imprese della nostra regione possa dirsi “internazionalizzato”. Di questo 53%, inoltre, solo una minima parte (19,2%) sta sperimentando nuove strategie commerciali ed esplora nuovi mercati. Ed una parte ancora più esigua (7,8%) ha strutture commerciali e distributive all’estero.
Un quadro, quello delineato dal Censis che, se affiancato con le ultime rilevazione dell’Irpet sull’economia toscana, fa scattare non pochi campanelli d’allarme.

Quello che emerge osservando la situazione della Toscana è, infatti, l’immagine di un tessuto imprenditoriale, composto di piccole e medie imprese, che affronta l’internazionalizzazione in modo superficiale, soffermandosi sugli elementi più ‘tradizionali’ di questo percorso. Credo sia opportuno, quindi, fermarci a riflettere su cosa significhi, oggi, internazionalizzazione. Una riflessione che parte, idealmente, da Toscana Promozione ma che vorrei allargare a tutti i soggetti interessati.

Il tema internazionalizzazione ha molte facce, alcune evidenti (export), altre meno (dinamicità locale per attrazione investimenti esteri e inserimento in catene di valore globale). E' necessario evitare di appiattirsi su solo una di esse e integrare i diversi elementi così da essere in grado di presidiare con efficacia ed efficienza i mercati esteri. Per far questo, però, non può bastare la sola lungimiranza delle imprese. E’ necessario che anche il sistema pubblico, assieme a quello bancario, faccia la sua parte mettendo a disposizione delle aziende toscane strumenti di sostegno all'internazionalizzazione che rispondano alle problematiche attuali, legate all’accelerazione dei mercati, alle crisi economiche in corso e alla necessità di sempre nuove competenze.

Oggi le azioni promozionali e gli strumenti finanziari sono spesso slegati e non funzionali gli uni agli altri. Il sistema finanziario ha strumenti tradizionali (lettera di credito) non sufficientemente adeguati alla complessità delle trattative. Per risolvere questa situazione la nostra Agenzia si è fatta promotrice di una proposta, ancora in fase di studio, per la creazione di un fondo di co-garanzia che consenta la mobilitazione delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione di investimenti produttivi permettendo alle imprese toscane, soprattutto di piccola e media dimensione, di affrontare le sfide della globalizzazione e mantenere la propria competitività. Altrimenti il rischio che si corre è che venga promosso all’estero un settore che poi non ha le gambe per essere presente sui mercati. Mercati le cui dinamiche sono cambiate sia in termini di tempi di sviluppo che di caratterizzazione nazionale, con la progressiva omogeneizzazione dei prodotti.

Il rapido e continuo mutamento degli scenari internazionali rende inoltre necessario, sul fronte della promozione economica, lo sviluppo di azioni che puntino alla valorizzazione delle filiere economiche toscane come, ad esempio, quella dell’industria della salute. Promuovendo l’eccellenza del nostro servizio sanitario, infatti, si promuove la ricerca e la fornitura di beni e servizi che i nostri poli d’innovazione e le nostre imprese possono mettere a disposizione dei paesi – in primo luogo la Cina – potenzialmente interessati ad adottare un sistema analogo. E questo modello di “esportazione” delle competenze può essere applicato a tante altre filiere con evidenti ricadute positive sull’indotto locale che, senza dover lasciare la Toscana, sarebbe internazionalizzato attraverso un processo che potremmo definire osmotico.

Sul fronte commerciale, invece, l’omogeneizzazione delle produzioni cui accennavo prima ci pone di fronte alla necessità di promuovere un portafoglio di prodotti integrati all'interno di una comune piattaforma di vendita, sia essa elettronica  che, in futuro, fisica. Portafoglio che dovrà, inevitabilmente, far leva più sul valore aggiunto del “made in” che sul marchio della singola azienda, spesso troppo piccola per soddisfare la domanda internazionale. Lo stiamo facendo, ad esempio, per l’agroalimentare con la creazione di una piattaforma di e-commerce pensata per il mercato cinese.

Questi sono solo alcuni esempi di come, assieme ai mercati, si stia aggiornando ed evolvendo il mondo della promozione economica. Un’evoluzione necessaria ma che deve vedere la partecipazione di tutto il tessuto economico regionale: imprese, banche, istituzioni. Questo per superare gli ostacoli che ancora tengono lontane dall’internazionalizzazione il 47% delle nostre aziende e frenano buona parte delle imprese che già hanno affrontato questo percorso dal potenziare la loro presenza all’estero: mancanza di risorse e competenze, prodotti inadeguati (per quantità o tipologia) alla domanda estera ecc.

Solo così si potrà mantenere ed incrementare quella competitività del “Sistema Toscana” fondamentale per rilanciare la nostra economia in un momento di crisi profonda come quello che stiamo vivendo e che, al di là del declassamento del debito italiano da parte delle agenzie di rating, si concretizza in una crescente contrazione della domanda interna e nella stagnazione della maggior parte di quelli che, fino ad oggi, sono stati i mercati di riferimento per l’export toscano.

Stefano Giovannelli
Direttore Toscana Promozione

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